L'ultimo Valzer

L'amore ai tempi dell'ospizio

La tradizione cantautorale italiana pullula di testi di amore. Amori tra adolescenti (alla Moccia per intenderci), amori a distanza e spesso amori sofferti o impossibili (non riesco a togliermi dalla testa in questo momento la storia di Samantha e Andrea narrata da Guccini nel 1994- chi dice che le canzoni più belle appartengano sempre a un passato lontanissimo?). 
Non dico sia facile parlare di queste tipologie di amore (parecchie volte con riflessi autobiografici) e scriverci su milioni e milioni di canzoni, perché il rischio di cadere nello scontato o nel banale è altissimo. Ma decidere di cantare  un amore nel quale le intenzioni dello spirito non sono più supportate dal vigore del fisico è una sorta di trasgressione nella quale non si sono cimentati in molti.
Bellissima canzone a riguardo (sulla quale forse mi piacerà tornare) è la Donna della sera di Branduardi, dove l'antitesi, la contrapposizione tra la sua donna (dicamocelo un po' attempata) e una inesperta sbarbina vede il trionfo, sotto lo sguardo fiero e partigiano dell'autore, della prima.
Il brano che vi invito fortemente ad ascoltare qua sotto è invece una storia a tinte forti, un amore nato in una casa di riposo dove le persone, come oggetti vecchi di cui non si sente più la necessità, vengono scaricate. La tristezza di questa descrizione iniziale trova piano piano giustizia e rivalsa nella celestiale apparizione di un'affascinante ottantenne. Sarà il trionfo dell'amore con la A maiuscola e di un testo che nel 2010 si è meritato il premio Mogol.


Sulla strada provinciale
superato il grande centro commerciale
poco fuori dal quartiere popolare
mi hanno parcheggiato qui.
Io se la memoria è ancora a posto
arrivai di pomeriggio il 7 agosto
non ricordo ma probabilmente era un venerdì.
Le pasticche per il cuore, per la tosse e il raffreddore,
niente dolci col diabete,
le pantofole imbottite.
Senza tante discussioni ora vivo qui
Via dai coglioni!
Dentro la mia stanza sopra il comodino
accanto al lavandino immerso in un bicchiere d'acqua
galleggia il mio sorriso.
L'aria che respiro sa di mele cotte
di disinfettante e e di scuregge abbandonate di notte dal mio vicino
e poi scala briscola e scopone, partite a bocce se c'è il sole,
se piove passi le giornate incollato alla televisione,
per fortuna una bellissima signora è proprio qui, accanto a me.
Le dispiace se solo stasera ci diamo del tu
se balliamo abbracciati fin quando non ce la fa più
su questa musica di tanto tempo fa
il cuore batte più forte nel petto saranno i bypass
ogni nota accarezza le rughe della nostra età.

È la notte di natale in questo posto non si sta poi male
dopo cena ci hanno dato pure un pezzettino di panettone
Mario ha la padella piena Ferdinando tocca il culo all'infermeria
Aldo era un vecchio partigiano se n'è andato ieri sera
e tu prendimi per scemo, ma io sono vivo e tremo
alza l'apparecchio per sentirmi sto per dirti che ti amo
a quest'ora tutti dormono solo io e lei ci siamo svegliati
le dispiace se solo stasera la chiamo Lucia
se la prendo per mano e proviamo ad andarcene via
e già m'immagino quando la sposerò,
e faremo la lista di nozze in una farmacia
mi conceda quest'ultimo valzer signora Lucia
su questa musica di troppo tempo fa
il cuore batte più forte tutt'altro che un'anomalia
ricomincia stanotte in un valzer la vita mia


Commenti

Post popolari in questo blog

La canzone della triste rinuncia

...e Pavana un ricordo di una giornata meravigliosa

Il Dr Panìco nel soggiorno di Santo Spirito