Io che amo solo te

Endrigo contro le nuove illusioni

Cristicchi nella sua ultima fatica teatrale, Magazzino 18, racconta di un brutto episodio della storia italiana, l'esodo dall'Istria di decine di migliaia di italiani cacciati dalle terre perse dopo il secondo conflitto mondiale. Tra gli italiani che dovettero lasciare le loro case e i loro averi nella ormai terra slava c'è la famiglia Endrigo, originaria di Pola: il padre Romeo Endrigo, pittore e scultore e la madre  Claudia Smareglia. 
Di Sergio Endrigo ci sono rimaste canzone bellissime purtroppo poco conosciute al grande pubblico. Quella che volevo riportare qui, in occasione della festa della donna, è una della più belle poesie d'amore scritte dal canatautorato italiano: Io che amo solo te, del 1962.



Il canto di un uomo che contro gli eccessi e il materialismo dilagante di gente che ha avuto mille cose, contrappone secco la cosa che per lui più conta e più va difesa: la storia d'amore con la sua donna. La semplicità delle parole usate da Endrigo è di grande effetto. 
Il testo rimane fortemente attuale. Quante coppie si perdono per le strade del mondo, inseguendo magari la novità, la futilità, per cercare spesso la vacuità delle nuove avventure. Endrigo sembra avvertire i pericoli di un'infatuazione destabilizzante, di qualcosa o qualcuno che è sempre pronto a intromettersi negli equilibri di una coppia collaudata. Proprio per questo riesce a resistere alle tentazioni che la vita sempre mette davanti, la maggior parte delle quali si rivelano appunto nuove illusioni. Finito il senso della novità di una nuova avventura, al vuoto che rimane per quello che ci si ritrova a stringere tra le mani si aggiunge il rimpianto per quello che, magari per superficialità e un inganno dell'istinto, ci si è lasciato definitivamente alle spalle. E allora sembra di vederlo con le mani dietro la testa di lei, mentre la guarda negli occhi e le giura questo amore eterno. Il regalo più bello. Quello che resta della sua gioventù sarà la dedizione costante e affettuosa alla sua lei. 
Grandissimo Endrigo.




Intro: G   C   G    C
G         C                   Bm   E7
C'è gente che ha avuto mille cose
Am                        C        D
Tutto il bene, tutto il male del mondo

G      Em        Am   D
Io ho avuto solo te
            G
E non ti perderò
         Em
Non ti lascerò
      Am             D
Per cercare nuove aventure

G             C          Bm       E7
C'è gente che ama mille cose
Am                 C           D
E si perde per le strade del mondo

G      Em       Am   D
Io che amo solo te
         G
Io mi fermerò
          Em
E ti regalerò
         Am           D        G
Quel che resta della mia gioventú

Solo: G   C   Bm   E7
Am   C   D

G     Em         Am   D
Io ho avuto solo te
             G
E non ti perderò
           Em
Non ti lascerò
       Am             D            
Per cercare nuove ilusioni


G             C         Bm   E7
C'è gente che ama mille cose
Am                  C          D
E si perde per le strade del mondo

G      Em       Am   D
Io che amo solo te
           G
Io mi fermerò
          Em
E ti regalerò
          Am          D       G
Quel che resta della mia gioventú

G   C   G    C   G

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