Due parole con Fabio Lo Presti

Qualche domanda a Fabio Lo Presti





Fabio Lo Presti nasce il 2 marzo del 1980 a Bergamo, si avvicina al bridge all’età di 16 anni. Vince diversi trofei internazionali (Campionato Mondiale Under 20 a Squadre nel 1998, per, poi, medaglia di bronzo ai Mondiali a Coppie Juniores under 26 nel 2001, Europei Juniores a squadre nel 2002 e nel 2003, medaglia d’argento a squadre Juniores nel 2006) e nazionali (Coppa Italia Mista nel 2003, l'Open a Squadre Libere nel 2016, il Societario a Coppie Open giusto qualche settimana fa). L’ho conosciuto nei primi anni del 2000. Non ricordo di preciso in quale occasione. Sicuro dopo il 2002. Passavamo i primi pomeriggi insieme a Laura Tidone, Eria Franco, Francesco Mazzadi e Carlo Buzzoni a giocare a Barbu on line. Di persona, credo, di averlo incontrato per la prima volta nel momento più critico della sua carriera bridgistica. Il Giugno del 2004, quando provò il brivido di fare una tappa dei tornei sotto le stelle con Duccio Fineschi, riuscendo nell’impresa di portarlo alla vittoria. Quest’anno per la prima volta ci siamo scontrati anche a Salsomaggiore in occasione del societario a coppie Open, con risultati meno catastrofici del previsto. Da questa premessa può partire il resoconto della chiacchierata che, con la gentilezza e la simpatia che lo contraddistingue, ha accettato di fare un paio di sere fa.

Claudio: Ciao Fabio, per prima cosa complimenti per bellissima vittoria in rimonta al societario a coppie. Ve lo aspettavate? Intendo dire, considerando anche che c’era, tra i pretendenti al titolo, la coppia Marini-Fineschi reduce da 3 promozioni consecutive…

Fabio: Ciao e grazie per i complimenti. Sinceramente non me lo aspettavo proprio e come ho già scritto sul vostro sito la coppia senese contro di noi si è ben comportata, quasi a volermi fare uno sgambetto!

Claudio: Qual era (dopo me e Duccio) la coppia che temevate di più in questo campionato?
Cima Fioretti sono stati in testa per quasi l'intero torneo.

Fabio: Sicuramente Lanzarotti-Franchi, anche se la fortuna in questo campionato conta abbastanza e quindi ci si poteva aspettare un po' di tutto.

Claudio: Per fortuna lo hai puntualizzato tu!

Fabio: Cima-Fioretti oltre ad essere una coppia improvvisata, non l'ho mai considerata come papabile vincitrice, ma i fatti mi hanno dato torto. Per quanto hanno condotto il campionato, meritavano di vincere.

Claudio: Eh si, in testa fino all’ultimo turno di gioco. C’è stata una mano in particolare di questo campionato di cui sei stato contento per le decisioni prese in licita o gioco o controgioco? Intendo decisioni "illuminate"...

Fabio: Dunque dovrei pensarci... sai dopo aver giocato un altro campionato (il societario) faccio un po' di fatica...

Claudio: se ti viene in mente poi me lo dirai. E al contrario c’è stata una mano nella quale non ti sei piaciuto per le decisioni prese? Magari le mani negative si ricordano meglio. 

Fabio: oltre all'attacco che avete già pubblicato dettagliatamente nel sito della vostra associazione (Anche se la licita non era andata proprio come descritta)?

Claudio: Vedo che quella ti è rimasta impressa… 

Fabio: è stata un po' costosa...

Claudio: Da quanti anni è che giochi con Francesco?

Fabio: da fine 2000/inizio 2001

Claudio: Tra poco sono 20 anni!

Fabio: C’è stata però una pausa di circa 3-4 anni quando lui ha incominciato a procreare,
facciamo 14-15 anni…

Claudio: Dimmi un pregio e un difetto del tuo compagno (tanto non glielo vado a dire)

Fabio: Pregi ne ha parecchi: calmo e paziente in primis.

Claudio:  e difetti?

Fabio: difetti: direi che non si impegna /studia come un professionista (se vuole esserlo). Comunque dopo tutti questi anni insieme abbiamo deciso di smettere!

Claudio: In che senso smetterete? Di giocare insieme o di giocare a bridge?

Fabio: Smetteremo di giocare assieme quest'anno… per diversi motivi.

Claudio: Un finale col botto…

Fabio: Beh in effetti ci tenevo a vincere qualcosa anche per chiudere nel migliore dei modi.

Claudio: Non mi sembra che via via non abbiate avuto soddisfazioni. Posso avere qualche anticipazione sui nuovi accoppiamenti?

Fabio: Per quanto riguarda i nuovi accoppiamenti non li so nemmeno io. Per quanto mi riguarda se capita un’opportunità piacevole ben venga, altrimenti mi faccio volentieri un anno di bridge friendly.

Claudio:  Parlando in generale di una coppia. Qual è una caratteristica fondamentale per una coppia per ottenere buoni risultati? Ottime individualità, un sistema collaudatissimo, perfetta sintonia in controgioco, saper ammortizzare le botte velocemente? Cosa metteresti nei primi posti?

Fabio: Sicuramente ci deve essere sintonia, per me quello è alla base di tutto. Poi il Buon senso e la tecnica.

Claudio:  E il sistema?

Fabio: Il sistema non lo reputo così fondamentale come le altre qualità. Ho sempre pensato al sistema come un vestito: ognuno ne ha uno preferito e che si adatta meglio alle sue esigenze.

Claudio: Bella. (Questa te la copio!) Della serie non si devono portare i tacchi alti se non li sai portare...

Fabio: Si, non bisogna giocare un sistema/convenzione solo perché la giocano i bravi ma va giocata solo se adatta al sistema, allo stile di gioco e soprattutto se ne conoscano pregi e difetti. 

Claudio:  Pienamente d'accordo anche se per conoscere pregi e difetti spesso un sistema (come un vestito) va provato per un po' di tempo.

Fabio: Io e Francesco abbiamo sempre giocato fiori forte: con tutti i suoi pregi e difetti.

Claudio: Cosa ne pensi del Nightmare? 

Fabio: Per quanto riguarda il Nightmare... faccio una premessa: non mi piace il senza debole applicato a qualsiasi zona o posizione. Se poi mi aggiungi anche la quinta nobile nell'1NT allora possiamo fermarci qui… 

Claudio:  Si può giocare anche il senza debole senza quinte nobile, no? deviando un po' dall'originale…

Fabio: Se tu mi parli di Nightmare io devo parlarne nella sua forma più originale, quindi.. non mi piace.  Se poi lo modifichi stiamo sfociando già in altri sistemi.

Claudio:  So che Francesco sta facendo anche un corso a scuola per l’avviamento al bridge. Consiglieresti a un bambino delle medie/superiori di giocare a bridge? E come lo faresti? Loro vedono questo ambiente alla stregua di un circolo Arci anni ’80.

Fabio: Per quanto riguarda il bridge a scuola: anche io ho tenuto un paio di anni fa un corso in una scuola superiore Areonautica: ai ragazzi è piaciuto, ma io personalmente sono contrario. Per me i ragazzi devono essere almeno universitari in modo che abbiano quel minimo di autonomia che serve per giocare a bridge (auto, orari di studio, etc)

Claudio: Medie ed elementari o addirittura prima anni delle superiori la vedi come una forzatura?

Fabio: Si, i ragazzi sono vincolati troppo ai genitori. Se gli piace giocare a bridge, chi li porta al circolo a giocare? E il giorno dopo vanno a scuola, i genitori non vogliono che vadano a letto tardi... insomma si creano comunque ostacoli aggiuntivi ai molti che già ci sono.

Claudio: Capito. Girano voci (messe in giro da me) che tu e Francesco avete pensato di dedicarvi a tempo pieno al bridge dopo le batoste che avete preso nei primi pomeriggi di tanti anni fa al tavolo di barbu ad opera mia e di Eria Franco. 
Ma non prendevate mai perché è innata in voi la capacità di trovare prese sempre e comunque o proprio perché non eravate buoni a giocare a barbu?

Fabio: allora Francesco mi ha detto che ha ripreso a giocare a barbu, e mi sembra che i risultati gli diano ragione.
Claudio:  e tu?

Fabio: Io, tra bridge (campionati e tornei locali con sponsor), lavoro (stagionale) e avendo ripreso gli studi universitari, non ho proprio più tempo!

Claudio: Ultima domanda… dopo i vari scandali e squalifiche  che ci sono stati negli ultimi anni, pensi che l’ambiente sia migliorato? Ci sono più coppie corrette? Che ne pensi?

Fabio: Allora io lavoro da qualche anno per la WBF durante le sue manifestazioni. Faccio l'operatore vugraph (non BBO) e quindi di gente ne ho vista eccome. Dai mondiali che si sono svolti in India il bridge è cambiato e molto: è diventato più umano, forse più bello, ma anche più falloso. Sì, la musica è cambiata, ma non so per quanto tempo. Come si è saputo negli ultimi anni, le sentenze di colpevolezza sono complicate da emettere. Sono convinto che gli scorretti ci sono ancora ma magari sono semplicemente più furbi di quelli scoperti o non danno fastidio a qualcuno. Il problema sta anche nella consistenza delle sentenze: io se becco un professionista (non il giocatore di circolo) che fa i segni, lo radierei: un ladro (o baro, come si usa dire ultimamente) lo rimane sempre e contagerà magari qualcun altro. Con la radiazione magari un professionista che basa la sua vita sul reddito proveniente dal bridge ci potrebbe pensare due volte prima di rubare. C'è poi invece chi invoca il bridge con il tablet: potrebbe essere una soluzione. Chi non ruba non ha problemi a provare e non essendo un problema di costi non vedo perché non adottarli almeno nelle fasi finali dei campionati o nelle serie alte dove appunto si trovano i professionisti.

Claudio: Mi sembra più che condivisibile.  Magari io e il Fineschi, quando si giocherà col Tablet, per livellare un pochino il gap tecnico potremmo giocare con l’analisi a doppio morto (GIB) visibile…  un po’ come si fa nel golf. Grazie mille caro. Ciao

Fabio: Di niente. Ciao!

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