La poesia del Palio negli occhi di Mario

Il palio di Mario

Mercoledì primo Luglio non è una giornata come tante a Siena. Mercoledì primo Luglio è la vigilia del Palio, il giorno che i senesi attendono con l'ansia di una finale di Champions. Poco importa se questa finale la giocano di media una volta all'anno. Tre giri intorno all'anello di piazza del campo. In questi tre giri in meno di due minuti, tutta la magia e la follia di Siena. Non mancheranno mai- è inevitabile- le polemiche degli animalisti per questi cavalli "costretti" a un percorso cittadino e difficile. Non mancheranno le risposte dei senesi che sventolano un sistema di prevenzioni e pronto intervento per i cavalli che non ha eguali, che danno la colpa a un errore del fantino, etc... Polemiche che fanno parte del Palio e di Siena. 
In ogni caso domani l'enorme consiglia ospiterà la corsa che tutti i senesi attendono con ansia, come l'attendono i turisti. Loro però con più curiosità che ansia. 


Un senese d'adozione, Mario Castelnuovo (la cui madre è originaria di Celle sul Rigo, nel basso senese), è riuscito a descrivere la follia e la bellezza del palio in una delle sue canzoni più emozionanti. Piazza del campo, uscita nel terzo album del cantautore romano, è una lirica appassionata della corsa, di una corsa non adatta ai "purosangue dal cuore leggero" che alla fine vede la vittoria della "bestia più bella". Passa poi a descrivere con maniacale cura dei dettagli anche l'attesa nella piazza vista dagli occhi di un contradaiolo con le gambe che tremano al suono di mille tamburi. Ma non è una celebrazione asettica del palio. Mario racconta anche quello che tutti i senesi sanno, quello che tutti i senesi temono. La combina tra fantini. Il tradimento di chi li dovrebbe portare a stringere il drappo di seta. Alla mossa c'è giusto il tempo per un ultimo "cenno di intesa sottile". Poi la corsa. Poi la meravigliosa canzone di Castelnuovo.

Piazza del campo (clicca qui per sentire il brano su Youtube)



Piazza del Campo, 
terra siena bruciata dal sole di questi cavalli, 
che nessuno è di razza ma forti, 
qui servono quelli… 

Piazza del Campo, 
una pista così non prevede le gambe sottili, 
eleganti di quei purosangue dai cuori leggeri, 
una pista così non prevede forse neanche le tue… 
che stanno tremando… 
e non riescono a entrare nel ritmo di mille tamburi, 
e non riescono a cogliere il segno di mille pensieri, 

Piazza del Campo, 
ed il sole lasciava la sera a dirigere i tetti, 
e i cavalli che urlavano ai canapi e stavano stretti… 
la conosco quell’ansia, che anch’io 
sono uscito di lì… 

Piazza del Campo… 
Tu… non capisco ancora chi sei tu, 
tu chissà se hai pianto mai… 
Tu… non ricordo ancora chi eri tu, 
fra la seta di quei fazzoletti e fra 
la terra rossa dei capelli tuoi… 
…non mi ricordo più… 

Piazza del Campo, 
solo il tempo per l’ultimo cenno d’intesa sottile, 
pure tu come loro chissà se sei pronta a tradire, 

Piazza del Campo, 
ti ricordi, dall’alto sembrava un’enorme conchiglia, 
e lo sparo iniziale era il lampo di un’unica perla, 
ora gli uomini sanno che gli uomini fanno così… 

Piazza del Campo, 
non stupirti se adesso il fantino è caduto per terra, 
questa pista pretende al traguardo la bestia più bella, 

Piazza del Campo, 
nella vita è lo stesso, chi vince è comunque il cavallo, 
casomai resta un dubbio soltanto, decidere quello 
che fra noi, solamente fra noi, lo ricorda di più… 

Piazza del Campo… 
Tu, non capisco ancora che sei tu, 
tu chissà se hai pianto mai… 
tu non ricordo ancora chi eri tu, 
fra la seta di quei fazzoletti e fra 
la terra rossa dei capelli tuoi… 
…non mi ricordo più… 

Piazza del Campo, 
non stupirti se hai visto il fantino cadere per terra, 
ogni pista pretende al traguardo la bestia 
più bella… Piazza del Campo…

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