Il sole, la spiaggia e tanta nostalgia per Rino

Brunori, una società per canzoni

Era l'estate del 2010. C'era Cristina Donà che cantava a Firenze, a Santa Croce (o giù di lì). Una serata caldissima. Partimmo in tre da Siena nella speranza di passare qualche ora piacevole... nonostante la Donà!
Ad aprire il concerto ci sarebbe stato un certo Dario Brunori, per me un completo sconosciuto. Era un amico del mio amico Sandro. Avevano lavorato insieme ai parcheggi di Siena. Nella macchina aveva messo un CD di questo tipo. Non sembrava male...
Arrivammo nella piazza che già il concerto di Bruoni era iniziato. Non ricordo quale canzone stesse cantando. La cosa che sul momento mi colpì di più era il suo modo di riempire gli spazi tra una canzone e l'altra. E visto che al tempo di canzoni ne aveva poche... era tanto lo spazio da riempire. 
Aveva uno spiccato accento calabrese, una piacevole autoironia e un  brillante dialogare con il pubblico. Il pubblico che- per lo più- era andato lì per ascoltare Cristina Donà.



Le canzoni di Brunori contengono l'umorismo di Gaetano, la velata malinconia di Graziani, la poesia di Guccini... ma Brunori ha uno stile tutto suo, un sound molto piacevole da ascoltare (per lo meno, a chi, come me, non piace troppo l'incursione dell'elettronica nella musica pop), una voce graffiante e graffiata, un potere evocativo delle immagini e un'emotività coinvolgente.
I primi due album meritano di essere ascoltati e riascoltati! 
Dal primo album vi propongo la prima canzone a cui feci l'orecchio. Lui quella sera a Firenze la introdusse così: "Ed ora... a questo punto della serata... un grande successo dei Righeira... una canzone estiva, di mare... a cui abbiamo cambiato la musica e le parole.... " Genio!


La spiaggia di Guardia rovente
Em7 
Era piena di gente
Bm 
Si parlava di sport,
D
di Pertini e Bearzot

Io ignaro di questo, ignaro di tutto
Fabbricavo castelli di sabbia
Con paletta e secchiello,
ed in testa un cappello

C Cm G G7 
E lei, stava senza mutande
Ma io non la guardavo neanche
C Cm
M’infilavo i braccioli e poi dritto
G D/F# Em
nel ma – a – re

A7 
Non sapevo neanche cosa fosse
D D7
l’Amore

G
Dieci anni più tardi la vidi,
vicino a un falò
E bruciava la carne
e bruciavano canne

Io stavo seduto da solo
a suonar la chitarra
A cantare canzoni,
a cercare attenzioni

C Cm G G7 
Ma lei non mi guardava neanche
Ed io facevo finta di niente
Ingollavo Peroni e iniziavo
ad urla – a – re
Delle pene che solo
ti sa dare l’amo – o – re

G Em Bm
Sulla spiaggia lattine anni ‘80
F#m 
Quando il mare s’incazza e riporta
C#m
Ricordi che avevi
E7
coperto di sabbia

Palloni arancioni sgonfiati
Fare ‘ciao’ ad un treno che passa
E guardare nel cielo
la scia di un aereo

D Dm 
E lei,
A A7
sempre senza mutande
Ed io
che non capivo neanche
D Dm 
E scavavo la sabbia cercando
A E/G# F#m
teso – o – ri
B7 E E7 
E vedevo la via soltanto a colori

A F#m C#m E7
D Dm
E poi,
A A7
di colpo fra le sue braccia
Noi due,
stretti sotto la doccia
D Dm
La paura e la voglia di fare
A E/G# F#
l’amo – o – re
B7
Il 31 d’Agosto,
E7 
c’è una storia che nasce
D Dm 
e un’estate che muore… Eh…

A F#m C#m E7
A F#m C#m D Dm









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