Cose da pazzi!

Li romani a Poggibonsi

Cose da pazzi! Ieri sera, un grande artista del panorama italiano ha deciso di ritagliare un po' del suo tempo per esibirsi davanti uno sparuto pubblico di un centinaio di persone in un piccolo teatro di Poggibonsi.
Cose da pazzi! E' venuto nella terra di Boccaccio, Dante e Petrarca per portare in scena un poema in ottava rima. Nel 2013! E' venuto a riproporre questo metro nelle campagne dove dal '300 a qualche decennio fa, durante le befanate o i maggi era ancora possibile ascoltare le contese in rima tra i Bernescanti.
Cose da pazzi! Ha avuto la sfrontatezza di portare sul palco uno spettacolo in dialetto romanesco tratto dal poema di Elia Marcelli. Proprio in quella terra che ancora oggi viene considerata la "ulla del rinascimento" e la fucina della nostra lingua italiana per come la conosciamo oggi.
Cose da pazzi! E' riuscito ad emozionare tutta la platea (a tratti non riuscendo a rimanere narratore distaccato nemmeno lui) con una vicenda quasi dimentica di tanti anni fa. La disastrosa campagna italiana in Russia. Narrando la storia nei più intimi dettagli, attraverso la voce dei gerarchi fascisti, dei giovani illusi dall'ideologia fascista, dei poveri ventenni mandati al macello dalla politica fascista. Il tutto contrappuntato dalla voce propagandistica dell'Istituto "duce", che narrava agli italiani rimasti a casa un'altra storia. 
Quasi a dirci, sornione, che i media sono stati sempre così.


Di Cristicchi possono non piacere le canzoni, magari considerate dai nostalgici di De André troppo moderne, ma non può e non deve passare in osservato la versatilità e l'impegno civile rivolto dall'artista romano in questioni sventolate dai politici soltanto in periodo di campagna elettorale: la difesa della cultura, della ricerca (storia e scientifica) e del ricordo delle nostre tradizioni.
Vi invito qua sotto a leggere un passaggio bellissimo tratto dal suo primo libro "Centro di igiene mentale", che io ho anche avuto la fortuna di vedere nella sua forma teatrale.

Il bruco e la farfalla

<< Te lo sei mai chiesto quanto ci mette un bruco a diventare farfalla?

Sono otto mesi precisi precisi!

Otto mesi per trovare il coraggio o la vanità di metter su quelle ali e volare.

Volare!

Perchè di strisciare al bruco non va proprio giù.

E poi? E poi ti ritrovi farfalla... Libera, almeno credi, di lasciarti andare.

Sì, perchè in realtà il più flebile soffio basta, affinchè la tua rotta cambi.

E tu ti limiti a fluttuare, accarezzata dalla corrente.

Noi viviamo secondo l'idea che gli altri ci hanno dettato della vita, alla quale inconsapevolmente abbiamo aderito.>>


Questa è la storia che Carlo raccontava a chiunque capitasse da quelle parti.

Ti sentivi attraversare dai suoi occhi pieni di domande.

Poi un giorno mi prese le mani e mi disse:

<< Vedi? Io ce l'ho le ali...e voglio andare dove mi pare, non sono mica stupido!

Io ce l'ho il coraggio di vivere senza cercare un senso, di andare controvento,

 quando il vento vuole spingermi da un altra parte.

Così. Senza senso.

Perchè dimmi, hai mai capito qual'è il senso dell'essere farfalla?

Se ci metti otto mesi a venir fuori da quel bozzolo e tre giorni soltanto

per morire?>>

Io quel giorno a Carlo una risposta non ho saputo darla, poi non l'ho più rivisto.

<<E' matto! >> si diceva tra infermieri.

L'hanno visto parlare nel vento e tentare di volar via dal quarto piano.


Selene ha gli occhi lucidi, mentre racconta questa storia.

Lei voleva bene a Carlo.

<< Dopo la sua morte mi sono interrogata a lungo.

Adesso credo che il vero, unico senso della fragile esistenza di una farfalla

 sia il dono di un momento di stupore negli occhi di chi la guarda volteggiare.>>


PS Mi ero quasi dimenticato di dirvi una cosa importante. In questo periodo buio per la cultura italiana, in questo momento di crisi vera, Cristicchi ha devoluto  l'intero incasso della serata al progetto "Adotta il teatro Verdi", il piccolo teatro che ha ospitato ieri sera l'evento. Cose da pazzi!



Commenti

  1. Già, cose da pazzi...
    avercene!
    Vorrei condividere il tuo post sul Cristicchiblog, se t'aggrada, ovviamente con dovuta citazione dell'autore e link alla fonte originale: posso?

    RispondiElimina

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